Atterrito di non amare. Come una pietra scalza, sul nudo piè. Nudi, come l’amor sol è.
Si è a barattar l’amore Col vino in un cestello Che erotico già affonda Nel tuo mai triste e bello. La musica è finita
E fiumi più non odo di gente alcuna. Solo miseria che non vive e spare
Corrono le biglie, tra i castelli di sabbia e sale e le gabbianelle ora si librano,
Caro, piccolo insetto, nel giorno scarno, piena crisalide, bozzolo salvo. Ti sarà donato
Un’ala rotta, cosi non può volare. Io, preso da sconforto, Io... io non lo so fare. (uccidere… E non è giusto e soffre e si dimena,
Ho imparato che rivalsa e vendetta non colmano quel vaso vuoto che è il dolore.
Fuggi o speranza che mi grava che mi opprime. Fuggi,
Ho chiesto alle stelle di Castore e Polluce, dove ci porta questa via, dove conduce. Nel mentre in cui
Potete scalare una vetta, la più alta, con una corda o le sole vostre dita. Doppiare Capo Horn
Le mie scelte, non le rimpiango. Se le ho prese, era per una ragione.
Caro piccolo insetto, il tuo bozzolo è salvo la crisalide piena. Un fiore, un giorno,
Quanti lustri ci separano, da ciò che eri e ciò ch’è stato. Dai ricordi di un bambino, da rincorse a perdi fiato. Dalla scuola e le sue madri,
Un bacio ancora e ti vorrei tra le mie gambe nude. Ad ascoltare, sentire,
Ti ho atteso in questi tre anni ogni, santo, giorno.