Non ci saranno prediche, Né più sermoni, Su ciò che ha afflitto Noi, Uomini nuovi.
Le mie scelte, non le rimpiango. Se le ho prese, era per una ragione.
Desideri senza pretese ci han forgiati. Seduti, su un altare di gradini
L’amore non è un capriccio, un’ottemperanza o un’obbedienza cieca. È un miraggio, l’illusione
Buonanotte fiordaliso, hai le stelle nel guanciale, hai la luna per amico, per coperta, hai foglie e fico. Io, ho un letto sgarrupato,
Un bacio ancora e ti vorrei tra le mie gambe nude. Ad ascoltare, sentire,
Corrono le biglie, tra i castelli di sabbia e sale e le gabbianelle ora si librano,
Ingegnere, Idraulico, Mercante. Soffri d’amor, Ne ebbe
Dieci piccoli indiani andarono al parco, uno rimase appeso, ancorato nel fango.
Se togli tutto ad un uomo inevitabilmente, diverrà, un dittatore! Prima di tutto verso se stesso.
Ho imparato che rivalsa e vendetta non colmano quel vaso vuoto che è il dolore.
Se così io mi rivelassi, tanto fragile da non piacere più ad alcuno e mi accorgessi
Portami il girasole, affinchè io lo trapianti, tra le memorie dimenticate di queste corti d’amanti. Portami l’affetto
Fuggi o speranza che mi grava che mi opprime. Fuggi,
Quanti lustri ci separano, da ciò che eri e ciò ch’è stato. Dai ricordi di un bambino, da rincorse a perdi fiato. Dalla scuola e le sue madri,