Là dove il calcolo sogna e incontra la bellezza, nasce il genio.
Fuggi o speranza che mi grava che mi opprime. Fuggi,
Buonanotte fiordaliso, hai le stelle nel guanciale, hai la luna per amico, per coperta, hai foglie e fico. Io, ho un letto sgarrupato,
Corrono le biglie, tra i castelli di sabbia e sale e le gabbianelle ora si librano,
L’infinito... è una bolla misera, ubriaca, affranta.
Sarà l’amore, Il sorriso sopraffino. Saran le fragole, sarà il buon vino.
Le mie scelte, non le rimpiango. Se le ho prese, era per una ragione.
Voltati, la stella che ammiravi un tempo non porta più il tuo nome. Il tuo odio l’ha oscurata, l’ingratitudine
Se togli tutto ad un uomo inevitabilmente, diverrà, un dittatore! Prima di tutto verso se stesso.
Dieci piccoli indiani andarono al parco, uno rimase appeso, ancorato nel fango.
Forse non tutti sanno che... Ti droghi!
Poiché dolcezza e ira sono conseguenza della disobbedienza, e la disobbedienza, dell’ingiustizia
Portami il girasole, affinchè io lo trapianti, tra le memorie dimenticate di queste corti d’amanti. Portami l’affetto
Ho imparato che rivalsa e vendetta non colmano quel vaso vuoto che è il dolore.
Caro, piccolo insetto, nel giorno scarno, piena crisalide, bozzolo salvo. Ti sarà donato