Dotti, politici, badanti. Come mignotte austere,
E fiumi più non odo di gente alcuna. Solo miseria che non vive e spare
Potete scalare una vetta, la più alta, con una corda o le sole vostre dita. Doppiare Capo Horn
Corrono le biglie, tra i castelli di sabbia e sale e le gabbianelle ora si librano,
Ho sentito denigrare la farfalla ed il lombrico in un torrente impetuoso. Insulti, spegnersi in stagni d’acqua chiara.
Se così io mi rivelassi, tanto fragile da non piacere più ad alcuno e mi accorgessi
Libertà, diritti, catene, oppressi fardelli e anime “ubriache”.
Mi chiedo, con la penna in mano, nel giorno andato come un sovrano… se il tuo amor sarà per sempre rivolto altrove, o a me, continuam… Cosa farò di questo abbraccio
Se lo cercherai, lo troverai ai bordi delle strade o su di un gozzo acceso, mente nei suoi balocchi,
Ho imparato che rivalsa e vendetta non colmano quel vaso vuoto che è il dolore.
Buonanotte fiordaliso, hai le stelle nel guanciale, hai la luna per amico, per coperta, hai foglie e fico. Io, ho un letto sgarrupato,
Se togli tutto ad un uomo inevitabilmente, diverrà, un dittatore! Prima di tutto verso se stesso.
Il tuo desiderio d’amore precisa: che é la conchiglia che spiaggia la riva. Che cerca una spiga
Ho chiesto alle stelle di Castore e Polluce, dove ci porta questa via, dove conduce. Nel mentre in cui
Dieci piccoli indiani andarono al parco, uno rimase appeso, ancorato nel fango.